Trovare il proprio Scopo?

Non è questione di sapere esattamente cosa vogliamo, ma di mantenere questo fuoco sempre acceso.
Lo scopo profondo non è diventare un grande musicista, pugile, attore, comprare una casa, mettere su famiglia o avere tanti soldi da non sapere come spendere.
Semmai tutto questo può rappresentare un indizio, proprio come il dito che indica la luna, ma se mi ci aggrappo smetto di vedere la luna.

Il viaggio è lo Scopo.
Se sono in viaggio non arrivo mai e sono sempre arrivato.

L’entusiasmo mi porta ad accordarmi al movimento della vita e non a lottare contro di essa per diventare un qualcuno che, in fondo, è solo un frammento di ciò che sono davvero.
Lo scopo mi rende un nessuno; finché voglio essere un qualcuno, nego lo scopo profondo.
Qual’è il tuo scopo profondo? Se lo sai, non è il tuo scopo profondo.
Allora ogni relazione e situazione diventa per me motivo di ricerca, di entusiasmo, di approfondimento.
Quando mi sento invecchiare dentro, allora è segno che forse ancora una volta devo alimentare questa fiamma.

Se nella relazione non si condivide questo fuoco spirituale, essa diventerà l’ennesima gabbia. Il bisogno di sicurezza è la morte dello scopo profondo.
Il contesto sociale e culturale ci dice di affrettarci a mettere punto, così che la nostra casa diventi la nostra bara e il nostro quotidiano la nostra prigione.

Lo chiamo ostacolo quando voglio arrivare.
Lo chiamo problema quando voglio risolvere.
Lo chiamo dolore quando mi contraggo.
Cos’è? È solo la vita.
Quando mi metto in mezzo al suo flusso, divento il peggior nemico di me stesso.


Non è possibile negare questo fuoco interno. Rinunciare all’entusiasmo significa spegnersi e morire, e si può vivere anche come dei morti, è la situazione più frequente.
Quindi quale è il mio scopo profondo? Non si conosce l’arrivo, ma si intuisce la direzione. Allora arriva la paura che ti dice di stare dove sei oppure di affrettati a diventare un qualcuno. È una paura mal riposta, è la paura della paura, vale a dire che non potrà mai essere funzionale alla vita.

Invece seguire la direzione che mi porta non so dove, con la fiamma spirituale sempre accesa, fa emergere si paura, ma è una paura viva che non è separabile dal desiderio.
Come comprendere dunque il nostro scopo? Dimentica che è tuo, metti da parte il tuo passato. Ciò che hai imparato nel passato non si dissolve.
Le tue abilità rimangono quindi il tuo passato non si rinnega, ma se ti prendi per il tuo passato la tua esperienza finisce per soffocarti; Il tuo punto forte diventa il tuo punto debole.

Dimentica anche il tuo futuro, esso è il prodotto del passato.
Ritorna qui, all’Ascolto. Solo a partire dalla verità dell’Adesso è possibile sentire davvero.
Ma anche qui vi sono delle trappole che potrebbero condurre alla passività; La spiritualità ti dice di sentire, non di subire. Ti dice di essere sveglio, non di rimanere per forza o di scappare.
Sentire significa Comprendere. Solo dalla comprensione può avvenire l’azione. Puoi usare la meditazione sia come mezzo di approfondimento, sia come fuga.

Non confondere lo strumento con il fine.
Non confondere la direzione con l’arrivo.

2 pensieri su “Trovare il proprio Scopo?

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