Sicurezza significa Isolamento

Il desiderio di sicurezza e il senso d’insicurezza sono la stessa cosa.
Trattenere il respiro è perderlo. Aver paura di camminare significa inciampare.
L’intera società non è altro che una gara a chi trattiene di più il fiato, in cui ognuno è teso al massimo e sta per scoppiare. Più difese significa più insicurezza e più insicurezza significa più difese.
Gli alberi si tagliano perché potrebbero cadere, mio figlio non esce perché potrebbe essere investito, il mio cane deve stare legato perché potrebbe mordere; Va a finire prima o poi che per tagliare l’albero cado dalla scala, per proteggere mio figlio questo comincia ad odiarmi e che il cane morderà davvero perché non ne può più.
Voglio essere felice ma più tento di esserlo e più ricordo che sono infelice. Voglio essere coraggioso, ma lo sforzo di esserlo è solo paura che tenta di sfuggire a sé stessa.
Qualsiasi cosa voglio mettere in tasca non fa che appesantirmi e mi rende sempre più insicuro.
Bisogna rendersi conto prima o poi che non esiste alcuna sicurezza e che cercarla è doloroso e, quando ci illudiamo di averla trovata, non ci piace e ci sentiamo paralizzati. La sicurezza è isolamento.

D: Come posso pormi di fronte all’insicurezza.

R: Non hai capito. Non puoi. Non occorre che ti venga detto che non dovresti trattenere il respiro per dieci minuti. Lo sai benissimo e tentare è scomodo. Essere posto di fronte all’insicurezza equivale ancora a non capirla. Non puoi fronteggiarla, perché tu sei questa insicurezza.
Il corpo non è tuo, il pensiero non è tuo, il tempo non è tuo. Capire che non c’è sicurezza è assai più che essere d’accordo sulla teoria che ogni cosa cambia o che bisogna convivere con l’insicurezza. Posso aver letto tanti libri che mi dicono che la sicurezza non esiste, ma io credo ancora di esistere come un’entità separata e, quindi, devo continuare a lottare contro qualcosa. Non può funzionare perché non puoi togliere un tappeto con te sopra.
Non puoi conviverci, non puoi fronteggiarla, devi scoprire che non sei altro che insicurezza. Solo così smetti di essere insicuro. Siamo insicuri per due ragioni: cerchiamo la sicurezza oppure vogliamo fronteggiare l’insicurezza. Entrambe le strategie emergono dalla stessa paura della vita.
La nozione di sicurezza si fonda sull’idea che in noi ci sia qualcosa di permanente, qualcosa che dura attraverso tutti i giorni e cambiamenti.
Pensiamo che questo “io” sia reale: il pensatore dei nostri pensieri, il senziente dei nostri sentimenti, il conoscitore della nostra conoscenza. Non puoi dividere pensiero e pensatore o sensazione da senziente.
Finché credo che questo “io” è reale, allora tenterò sempre di difenderlo in qualche modo.

D: A me riesce bene dividere pensatore da pensiero..

R: Non hai indagato seriamente la questione. Puoi leggere questa frase e pensare a te nell’atto di leggerla? Intendo contemporaneamente. Nell’attimo in cui provi dolore o gioia, tu non ci sei.
Per farlo, anche per un istante, devi smettere di leggere. La prima esperienza è la lettura. La seconda è il pensiero: “Sto leggendo”. Puoi trovare un lettore che sta pensando al pensiero: “Sto leggendo”?
Pensare un pensiero è soltanto pensare e sentire una sensazione è soltanto sentire. Dividi in due l’esperienza attraverso il linguaggio, ma queste due apparenti cose sono la stessa cosa.



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