Perché siamo affezionati alla paura?

Non è facile vedere come e perché siamo affezionati alla paura.
Se non si sa guardare oltre, non si Vede ciò che sta accadendo davvero.
Ciò che accade non è così importante, perché la verità sta dietro. Non è tanto il pericolo esterno in sé, che di oggettivo non ha nulla, ma il modo di rispondere a questo a fare la differenza.

C’è un desiderio principalmente inconscio di giustificare la propria paura di vivere, e di apparenti motivazioni e cause esterne se ne trovano infinite.
Dietro la paura dell’apparente motivo, c’è una paura molto più grande senza Causa.
Per questa ragione non vogliamo, profondamente, smettere di avere le nostre paure combattendo contro le apparenti cause che rappresentano una momentanea distrazione dal guardarsi realmente dentro.

La causa esterna rappresenta il modo in cui questo terrore esistenziale viene tradotto in aggressività e odio contro qualcuno o qualcosa.
Allora ci sarà sempre qualche colpevole da inquisire, dentro o fuori.
Davvero solo io vedo come collettivamente ed individualmente non vogliamo smettere di soffrire? È lampante, evidente, chiarissimo. C’è un desiderio più o meno inconscio che la serie TV, per quanto ripetitiva, nauseante, prevedibile, vada avanti senza finire mai.

Penso che finché non lo si Veda chiaramente, non potrà mai avvenire nessun vero cambiamento a qualche livello, individuale e, quindi, collettivo.
Possiamo parlare di tutto, pro o contro, destra e sinistra, giusto e sbagliato.. sono sciocchezze. Ogni soluzione per eliminare il problema in realtà è solo un modo per alimentarlo o al massimo per poi spostare l’attenzione su un altro.

La paura esistenziale non ha causa e quindi non ha soluzione. Va vista, riconosciuta, e bisogna conviverci.
Il più grande atto di coraggio è Sentire questa paura senza causa, smettendo in automatico di alimentare le storie che ci raccontano e ci raccontiamo.

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