Non si può fuggire per sempre

Quando non accade quello che vorrei, soffro.
Quando accade quello che vorrei questa sofferenza c’è sempre potenzialmente, ma non la vedo. È coperta dall’euforia del momento. A certi livelli di sensibilità posso accorgermi che questa è pronta ad emergere, basta solo il pensiero che le cose possano cambiare nel futuro. Ecco che riemerge la sofferenza.

È sempre con me; Non è la causa esterna a generarla. Questo discorso non porta fuori dalla sofferenza, ma è un suggerimento che può generare l’auto indagine. Dirsi “io soffro a causa di” è una mezza verità. Quando lo si pensa e lo si dice, è possibile anche che una parte di noi metta in discussione questo dato di fatto. È davvero così?
Pare che una certa sofferenza sia molto intensa e non si riesca a venirne fuori. A niente servono tutte le tecniche psicologiche e spirituali imparate nei precedenti dieci anni.

Allora si sta dove si è, impotenti. Si inizia a perdere interesse per le vie di fuga. Dopo la serata con amici per distrarsi, la notte di sesso, l’ubriacatura, si sta peggio di prima. La sofferenza è sempre con noi. Quando è troppo intensa non si può fuggire, coprire o rimandare. Nessuna tecnica possibile. Allora si possono fare le valigie e cambiare luogo, questo può aiutare. Ma mentre si è in aereo costretti a star fermi, ecco che riemerge in tutta la sua potenza.

Scendono delle lacrime, il cuore batte forte. Quando si arriva a destinazione, mentre l’amico che non vedevamo da anni ci sta parlando, ecco che riemerge e non riusciamo ad ascoltarlo. E quando nella nostra nuova stanza silenziosa in natura scende la sera, si chiudono gli occhi.. quel fantasma ritorna. Nessuna via di fuga.

Ma la vita va avanti e alla fine tutto passa, almeno così dicono. E’ vero in parte. Si conosce un’altra persona dopo vari mesi, all’inizio va tutto bene, ma poi riecco la stessa sofferenza quando lei ci dice che in realtà di noi non vuole più saperne. Ad un certo momento iniziamo a porci delle domande più profonde. Qualcosa si accende dentro di noi e iniziamo a chiederci perché soffriamo, se tutto questo è normale. Scopriamo che le modalità sono simili anche se cambiano gli scenari e noi siamo sempre più vecchi.

Parliamo sempre della stessa Sofferenza, anche se indossa maschere diverse. Forse ci chiede di fermarci una volta per tutte. Forse non uccide. Magari non abbiamo mai provato a lasciarla entrare davvero in ogni cellula del corpo. E magari ad intensificarla è la nostra storia che le cose dovrebbero andare diversamente. Tutto ciò è solo l’inizio. Si soffrirà ancora, e tanto. Ma non c’è altro modo per metterci di fronte la verità.

Lascio l’intenzione di lasciare. Mi libero dall’idea di liberarmi. Mi permetto di essere umano. Nessuna tecnica ha funzionato, la vita non può essere risolta con una tecnica. Il maestro è sempre imprevedibile; Quando credi di aver capito, arriva la bastonata. Quando credi di non aver capito, arriva la bastonata. Quando credi che è meglio non credere, arriva la bastonata.
Allora rimani con ciò che è. Nessun lieto o nefasto finale. Solo Adesso

2 pensieri su “Non si può fuggire per sempre

  1. E se quella sofferenza è davvero troppo forte? Fino a che punto ci può trascinare in basso (cioè, quando è giusto reagire, anche se si copre, prima che accadano cose drammatiche? Come se ne esce?

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