La Saggezza del Dubbio

D: La fede è il contrario del dubbio.

R: Per niente! Non c’è fede più inamovibile del dubbio, perché quest’ultimo permette di farsi strada tra gli infiniti dogmi, rassicurazioni, proiezioni, conclusioni, fantasie ed illusioni del pensiero.
Bisogna dubitare fortemente di ogni punto fermo e scavare per farne emergere le contraddizioni. Questo dubbio richiede una grande quantità di energia perché la società ragiona con la mente collettiva, o meglio, la società è la mente collettiva!
Quindi il dubbio diventa come l’acqua che pian piano si fa strada fino ad arrivare a dubitare perfino di sé stesso. Si dubita perfino di colui che dubita, e allora non ci sono più appoggi. In quella caduta senza aspettativa c’è la fede.
Se però ti riferisci alla fede in senso religioso, allora sì, in quel caso si tratta di credenza e non di vera fiducia. Ma la fede di cui si parla qui è senza bisogno di fede in qualcosa.. è fede nella sua totalità. E’ paradossale che proprio chi ha fede spesso dimostra di non averne perché si aspetta sempre qualcosa dal suo Dio, dal suo amico, dal suo vicino, dal suo cane e da sua moglie. Fede è lasciare la fede!

Svolto il suo ruolo di scardinare ogni preconcetto, ciò che rimane è una fede inamovibile. In cosa? In niente! Ma se dico in niente sto contemporaneamente in tutto. Se ci si ferma al cinismo del “siamo soli nell’universo” stiamo contemporaneamente dicendo “io piccolo e povero essere mortale mi aspettavo che ci fosse un Dio buono e invece non c’è, che ne sarà ora di me?” Dunque questa è sempre una visione materialista e parziale. Nasconde sempre l’aspettativa che viene dalla paura.

D: In cosa riporre fiducia? Davvero in niente? Che senso ha?



R: Il senso non lo ha, lo è! E’ come quando qualcuno sta parlando chiaramente e io chiedo “che intendi dire?”. Intende dire ciò che sta dicendo. Se guardo un ruscello non gli chiedo dove sta andando, va e basta. La mentalità occidentale cerca sempre una finalità, per questo motivo chiedi che senso ha?

Si ripone fiducia nell’evento così com’è senza necessità di costruire una storia intorno. Cade una penna? Bene, non c’è altro. A cosa mi porterà questo evento? Non lo so. Da dove viene? Non lo so. Semplicemente cade una panna. Il gatto miagola. Il sole riscalda la pelle. Questa è la vita in tutta la sua potenza. Non c’è niente di più importante di questo. Non appena mi chiedo ‘perché’ ho perso la magia. Perché la nuvola prende quella forma? Perché mio padre mi picchiava? Possono trovare infinite ragioni, e quindi nessuna. Liberi dal bisogno di costruire un romanzo della propria vita, si è finalmente liberi di agire.

Quando mi ritrovo a pensare ai perché e i per come, l’evento bussa alla mia porta tentando di svegliarmi dal sonno del futuro e del passato, e se so ascoltare riesco a comprendere l’enorme differenza di priorità tra realtà ed astrazione. La smetto di muovermi come uno zombie e inizio a godere di ogni istante come se fosse l’ultimo, perché di fatto lo è. Ecco a cosa mi porta il dubbio. Quando insisti a dubitare esso ti porta al suo apparente opposto, cioè alla fede. Ed è una fiducia definitiva e indistruttibile perché non si poggia più su niente e sta in piedi da sola.

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