La direzione senza direzione

Non posso sapere chi sono, ma posso scoprire cosa non sono.
Non posso capire cosa voglio, ma posso vedere cosa non voglio.
Non so cosa desidero, ma posso comprendere cosa non desidero.
Non so cosa mi fa stare bene, ma posso sapere cosa non va più per me.


Ogni reale cammino procede eliminando più che aggiungendo.
Non c’è spazio in questa verità per la nostra cultura del “di più è meglio”.
Una trasformazione qualitativa accade lì dove riconosciamo di non avere l’arroganza di credere cosa sarà meglio per noi.
Il reale cammino ha la caratteristica di non mettere mai fine, altrimenti significherebbe morte spirituale.

La strada verso la sensibilità e l’ascolto passano soltanto dal Vedere quanto si è poco sensibili e non si ascolta.
Nessuna qualità si raggiunge; al contrario come in una scultura viene fuori dalla forma grezza.
In questo modo di procedere ogni crisi, difficoltà, paura, è la benvenuta come una febbre purificatrice.

La società e il pensiero dogmatico, che sono la stessa cosa, ti inviteranno ad evitarla, combatterla, e la falsa spiritualità e religione ti inviteranno a trasmutarla o elevarla.
Ma in realtà non c’è niente da fare se non permetterle di divorare ogni aspettativa, ogni illusione, ogni cellula del corpo, prima di un prossimo passo più consapevole e leggero.

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