Il Vero Rispetto

D: Cosa è il rispetto?

R: Su un piano personale è una richiesta di considerazione. Un modo come un altro per nascondere la paura.
Su un altro piano è rispetto della vita e della natura. Questa forma di rispetto non viene dall’ego, che può solo chiederlo, ma dal che può solo esserlo.
Io non rispetto la natura perché è giusto, ma perché io sono la natura. Non rispetto l’altro così poi lui mi rispetta, ma perché io sono l’altro.
Ciò che nego all’altro lo nego a me stesso.

D: Puoi fare degli esempi?

R: Rispettare significa conoscere. Puoi rispettare la natura di tuo figlio quando smetti di chiedere lui rispetto per il presunto ruolo che ricopri.
Conosci tua moglie? Non quella che hai sposato o quella con quel tale nome o carattere. Intendo dire, senti tua moglie? Meno senti te stesso e meno potrai empatizzare con chi ti circonda. Sarai sempre in richiesta. Rispettare significa lasciar fare, cioè agevolare la naturalezza dei processi. Se tua moglie è triste e tu vuoi renderla allegra, non stai rispettando la sua tristezza. Lei sentirà che vuoi cambiarla, che ha qualcosa di sbagliato.
Se tuo figlio piange e gli dici di smetterla, non stai rispettando il suo pianto.

La realtà è che ti disturba il loro pianto e la loro tristezza perché ti disturba la tua.
Tu non vuoi certe emozioni e vederle fuori ti disturba. È una forma di violenza innanzi tutto che fai a te stesso. Come puoi rispettare il sole se non rispetti la pioggia? Come puoi rispettare il coraggio se non rispetti la paura? Come puoi rispettare il giorno se non rispetti la notte?
Rispettare significa permettere.
Questo deve passare necessariamente per una putrefazione dei nostri capricci personali a favore di qualcosa di più grande.

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