Essere totalmente dove si è

D: Puoi parlare un po’ del cambiamento in generale? Te lo chiedo perché sembra che questo messaggio porti con sé un retrogusto di staticità, ma sono sicuro che è una mia errata interpretazione..

R: C’è una voce dentro la testa che dice sempre: “potrebbe andare meglio”.
Ed ha ragione; Potrebbe andare meglio…ma potrebbe anche andare peggio.
Questa stessa voce dice anche: “potrei fare di più”…ma potrei anche fare meno!
In ogni momento è possibile immaginare una situazione migliore e una peggiore. Sei d’accordo?
Ogni istante della nostra vita ha come pensiero costante: dovrei.
Il ‘dovrei’ non riguarda solo il dovere ma anche il piacere, ad esempio: “dovrei divertirmi di più, godere di più, ridere di più, essere meno triste..”
Questa urgenza viene dal creare una situazione ideale ma, poiché è ideale, risulta irraggiungibile.

Il risultato, infine, è che va esattamente come deve andare; Si è dove si è, si dice ciò che si dice, si prova ciò che si prova e si pensa ciò che si pensa.
Non è così scontato considerando che la vita passa a fuggire dalla realtà creando mondi immaginari, paradisi, inferni e ipotetiche vite future o parallele; “Non dovevo sposarmi, avrebbe dovuto considerarmi, non dovevano licenziarmi, non dovrebbe piovere, dovrei essere più magro..”

La libertà più grande, l’unica possibile, è questo momento così com’è.
Da questa realtà è possibile il cambiamento, non dalla fantasia di come dovrebbero essere le cose.
Questo messaggio dunque non è assolutamente contro il cambiamento e nemmeno contro il non-cambiamento.
Tutto cambia a prescindere, si prende atto semplicemente di questo. Mentre tu sei seduto il tuo corpo è attraversato da ogni tipo di esplosione interiore.
Il cambiamento è l’unica cosa che esiste, quindi parlarne non serve.
Può però essere utile prendere continuamente coscienza di quanto neghiamo l’evidenza della vita desiderando sempre ciò che non c’è.

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