Di cosa abbiamo realmente bisogno?

D: Perché abbiamo bisogno di stare con qualcuno?

R: Si può aver bisogno di aiuto in un momento di necessità. A volte serve togliere un dente del giudizio, sostituire un bullone, imparare ad usare uno strumento.. Qui arriva la competenza altrui a darci una mano.
Ma noi siamo bisognosi emotivamente. In questo nessuno ci può aiutare, perché anche chi ci viene in aiuto è altrettanto bisognoso. È un gioco di tentativi di compensazioni a catena che ha creato la nostra società malata. Equivale a costruire delle case che anziché stare su da sole si poggiano le une sopra le altre.
Certamente si può chiedere supporto emotivo e l’amico ci aiuta a distrarci, ma il compito di guardarci dentro è solo nostro. Nessuno e niente può tirarci fuori da questo bisogno se non lo sentiamo, vediamo e non ne comprendiamo le origini. Questa mancanza fondamentale ce la trasciniamo fino alla morte senza mai averci fatto i conti, e continuiamo a proiettare la sicurezza su una casa, una donna, un guru, una religione e un cane. Delusi da tutto ci chiudiamo in noi stessi e diciamo “io non ho bisogno di niente”, altra infantile illusione di chi ha paura di esporsi.
Ciò di cui abbiamo bisogno è veramente poco, molto meno di ciò che immaginiamo. Come capire? Indagando seriamente. Come degli scienziati andiamo a vedere freddamente tutte le volte che costruiamo scenari terribili o stupendi.. Abbiamo bisogno di molto poco. Solo in questa non necessità possiamo incontrare l’altro, condividere, se è il caso fare una famiglia..
Tutto però accade spontaneamente, senza sforzo. Allora ogni frutto matura a suo tempo perché non abbiamo fretta di divorarlo.

R: Puoi approfondire cosa intendi per “senza sforzo?”

D: Nel bisogno sentiamo di dover afferrare e trattenere qualcosa. Conosciamo una persona che ci incuriosisce e già proiettiamo su di lei un immaginario futuro. Stiamo in sostanza cercando di compensare delle mancanze affettive. Non sto suggerendo di andare indietro a tre vite fa con una sorta di ipnosi regressiva oppure andare da mamma e papà per mettere su un teatrino psicomagico che “risolva” il problema alla radice.. a meno che non lo si voglia fare comunque, ma in ogni caso non sarà risolutivo. Non sto nemmeno suggerendo di immaginare di non aver bisogno di nessuno, che è un’altra idea ancora più arrogante di quella di credere di aver bisogno. Suggerisco una sperimentazione sensoriale, onesta, diretta, non filtrata da concetti romantici.
Nella luce della nostra attenzione ci rendiamo conto di come ogni volta stiamo cercando sempre un appoggio psicologico. Non lo troviamo in famiglia e corriamo dall’amico; non lo troviamo nell’amico e corriamo nel luogo di lavoro; non lo troviamo al lavoro e ci iscriviamo in una piattaforma di incontri.. e così via.
Non sto suggerendo di non fare tutto questo, è necessario al contrario lasciarsi la possibilità di sperimentarsi nell’atto di chiedere, pretendere, prostituirsi, elemosinare.. senza giudizio!
E’ anche necessario passare del tempo da soli per dedicarsi a qualcosa di esclusivamente pratico, lontani dai propri salvagenti affettivi, questo aiuterà a prendere coscienza di come funzioniamo.

D: Come funzioniamo? In che senso?

R: Il cibo, il richiamo alla sessualità, il sonno, la velocità nel camminare, gli orari in cui preferiamo fare o non fare certe cose.. intendo proprio il funzionamento biologico. Quando si sta insieme spesso non ci si rende conto di quante cose si fanno contro il nostro funzionamento naturale.
Poi ci sono gli interessi come la musica che mettiamo quando siamo soli e non dobbiamo conquistare nessuno, i film che ci piace guardare, i luoghi che amiamo visitare. C’è un mondo emotivo da esplorare ed è importante concederselo da soli. In questa naturale funzionalità può accadere un incontro, un interesse, ma sappiamo subito collocarlo. Se proviamo attrazione fisica non proiettiamo immediatamente un bisogno di amare ed essere amati! Tutto diventa più chiaro perché abbiamo familiarizzato con un certo funzionamento di base e, quindi, sappiamo essere più precisi. Questi sono solo consigli non esiste nessuna ricetta segreta e nessun punto di arrivo. Capito il senso ognuno sperimenterà da sé.

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