Cosa è un maestro spirituale?

D: Esiste il maestro spirituale?

R: No, esiste l’ispirazione spirituale.

D: In che senso?

R: Non è la verità a far male, ma l’aver vissuto nella bugia.
Non è l’imprevisto ad essere problematico, ma l’aspettarsi qualcosa in particolare escludendo il resto.
Non è sempre lo schiaffo a provocare dolore, ma l’abitudine ad irrigidire il corpo.
Non è l’altro che mi manca di rispetto ma la mia pretesa che dovrebbe rispettarmi.
Non è la vita ad essere difficile, ma l’idea che debba essere prevedibile e sicura.
Dunque l’esistenza è il nostro maestro Zen pronto con la bastonata non appena ci addormentiamo troppo.
Se ci fidiamo di questo maestro non abbiamo bisogno di cercarne un altro. Ogni momento è una palestra che evidenzia la nostra resistenza.
È possibile talvolta incrociare persone che hanno il ruolo per certi momenti di chiarirci, ma non è diverso da una doccia fredda o dal sole del mattino dopo la tempesta notturna. Ogni cosa può esserci di aiuto, ma se ci attacchiamo diventa un peso. Spesso nell’immaginario orientale si prende l’esempio di colui che attraversa il fiume con la barca, ma una volta attraversato deve lasciarla andare.

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A volte questi individui sono i più improbabili: può essere la frase del tuo fruttivendolo, può essere il gesto con la mano di tuo nonno, può essere la risata o la minaccia del bullo sotto casa tua; Ognuno di loro senza saperlo è un maestro. Ma se pretendo che il maestro non è la paura di affrontare apertamente il vicino che mette la musica ad alto volume tutto il giorno e scappo dal guru in India, sto negando l’evidenza e non voglio guardare.
Secondo la leggenda buddhista Siddharta si illuminò vedendo la foglia cadere; Ma l’illuminazione non viene dalla foglia, altrimenti Siddharta non si sarebbe più staccato da essa.
Non ci sono maestri ma solo momenti che insegnano. Ogni istante è un potenziale maestro, ma noi finiamo per scambiare insegnante per insegnamento costruendo altarini con i nostri idoli.
Scambiando messaggio per messaggero finiamo nei guai, perché cerchiamo il contenuto dentro quello specifico contenitore e non vediamo più che questo contenuto è ovunque ed è sempre presente.

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